Sabato 23 giugno si svolgerà la prossima edizione della Giostra del Saracino ad Arezzo, un evento imperdibile se vi trovate in zona

La Giostra del Saracino (“Giostra ad burattum”) è un antico giuoco cavalleresco che, come esercizio di addestramento militare, affonda le sue radici nel Medio Evo e richiama la secolare lotta sostenuta dalla cristianità occidentale per contenere l’avanzata musulmana.

Ne sono protagonisti i quattro antichi quartieri della città:

Porta Crucifera (colori verde e rosso), Porta del Foro (colori giallo e cremisi), Porta Sant’Andrea (colori bianco e verde) e Porta del Borgo, oggi Porta Santo Spirito (colori giallo e azzurro).

La Giostra del Saracino è organizzata dal Comune di Arezzo attraverso un’apposita Istituzione, ma nell’organo di governo (Consiglio di Amministrazione), presieduto dal Sindaco, sono presenti anche i Rettori dei Quartieri.

La giornata Giostresca si apre al mattino con la lettura del bando da parte dell’Araldo e prosegue  con un variopinto corteo storico che allinea per le vie della città 350 figuranti in costume trecentesco e 27 cavalli; momento saliente del corteo è la benedizione degli armati sulle scalinate del Duomo da parte del Vescovo di Arezzo.

Il torneo cavalleresco che si svolge nella preziosa cornice di Piazza Grande, agli ordini del Maestro di Campo si apre con l’ingresso in piazza, al suono di trombe e di tamburi, del corteo storico, recante gli antichi gonfaloni della città.

I momenti salienti di questa fase sono l’ingresso delle massime Autorità della Giostra (Magistratura, Giuria, Rettori dei Quartieri), l’esibizione degli Sbandieratori, l’ingresso al galoppo dei giostratori, lo schieramento sulla lizza dei cavalieri di casata, rappresentanti l’antica nobiltà aretina, la lettura da parte dell’Araldo della Disfida di Buratto (una composizione poetica in tre ottave risalente al XVII secolo), il saluto di balestrieri e armigeri al grido di “Arezzo”, l’autorizzazione della Magistratura a correr giostra, l’esecuzione dell’Inno del Saracino – opera del compositore Giuseppe Pietri (1886-1946) – da parte del Gruppo Musici.

Inizia poi la gara vera e propria: i giostratori delle quattro “porte” – veri protagonisti della manifestazione – si gettano al galoppo, lancia in resta, contro il Saracino, un automa corazzato, che rappresenta un saraceno armato di mazzafrusto (“Buratto, Re delle Indie”), secondo l’ordine delle carriere stabilito per sorteggio la settimana antecedente la giostra nel corso di una cerimonia in costume in Piazza del Comune. Numerosi gli imprevisti determinati dall’abilità, dal coraggio e dalla fortuna degli otto giostratori che si avvicendano sulla pista di terra battuta e in leggera salita (“lizza”), che taglia diagonalmente Piazza Grande. Vince la competizione la coppia di cavalieri che, nel colpire lo scudo del Saracino (che presenta punteggi variabili fra uno e cinque), consegue il risultato più elevato; al loro Quartiere va in premio l’ambita lancia d’oro. In caso di parità fra due o più Quartieri dopo le carriere ordinarie (due serie, una per ciascun giostratore), per aggiudicare il trofeo si ricorre ad una o più carriere di spareggio. Al termine vengono sparati colpi di mortaio in onore del Quartiere vincitore.

Le regole del torneo, contenute in un “regolamento tecnico” che ripropone, quasi inalterati, i Capitoli per la Giostra di Buratto risalenti al 1677, sono di facile comprensione, ma al tempo stesso tali da garantire una prolungata suspence. L’esito dello scontro fra i cavalieri cristiani e “l’infedele” resta incerto fino all’ultimo momento, a causa dei frequenti colpi di scena, che vanno dalla squalifica del giostratore (in caso di uscita dalla lizza) al raddoppio del punteggio (in caso di rottura della lancia nel violento impatto con il Saracino).